giovedì 15 marzo 2012

Maternità tra incubo e sogno




Sesto appuntamento con Katiuscia Magliarisi

Ho incontrato Katiuscia in occasione dell’inaugurazione della mostra 365D e della presentazione del catalogo 365D, Trecentosessantacinque giorni da donna, alla Centrale Montemartini di Roma, alla vigilia dell’8 marzo, essendo anche questa artista un volto del libro e un autrice di un racconto.

Per parlare della maternità, la prendo molto alla larga. Credo non solo che sia necessario ripensare il concetto di famiglia e quindi di comunità; ma anche di ricostruirla e in parte costruire un nuovo modello. In un mondo nel quale tutto ‘è dettato da fuori’, ritengo che occorra fare un passo indietro. Sono per la decrescita e la riconversione a nuovi bisogni. Nella società oggi la maternità è spesso un incubo ma potrebbe tornare ad essere o diventare un sogno se il modello cambiasse.
Un suggerimento…
Penso ai modelli di co-housing del nord Europa, nati spesso per necessità e divenuti poi una scelta: la voglia di allontanarsi dalle grandi concentrazioni urbane, il ritorno ad un contatto maggiore con la natura, la possibilità di costruire una rete di rapporti, oltre la famiglia nucleare. Anch’io sto cominciando a pensare ad un nuovo concetto di famiglia, in quale modo allargato, con la voglia di allontanarmi dalle metropoli nelle quali ho sempre vissuto. E’ stato così che, come sono partita per Londra da un momento all’altro, ho lasciato tutto nel momento in cui l’iperproduzione non mi corrispondeva più.
Tornando alla maternità…sono colpita dal tuo modo di prendere alla larga l’argomento; mentre quasi tutte le donne alle quali ho posto questa domanda, la prima cosa che precisano è se hanno figli o no.
Io immagino il figlio all’interno di un contesto, come parte integrante di un progetto, non come un’entità a sé, quasi fosse un trofeo da esibire o la proiezione del sé o, ancora, funzionale ad un bisogno. La mia idea di maternità appartiene alla famiglia, come conditio sine qua non non necessariamente stereotipata. A mio parere si sta diffondendo sempre più l’idea di una famiglia scelta.
Cosa vuol dire allargata per te?
A parte quello che correntemente si intende: famiglie che si sciolgono e si ricompongono, la mia preferenza è soprattutto a pensare la famiglia come un anello della rete che si chiama comunità, dal condominio alla città, dove i bambini possono anche venire allevati collettivamente, almeno in alcune circostanze.
Qual è un brano, uno spettacolo, un film che rappresenta bene questa idea di famiglia?
Un film francese di fantascienza, di qualche anno fa, “Il pianeta verde” (titolo originario La Belle Verte) è un film del 1996 diretto da Coline Serreau. Il film tratta, con una chiave umoristica e usando l'espediente comico dell'esternalità, i problemi del mondo occidentale: la frenesia, l'abuso di comando, l'inquinamento ed il consumo selvaggio delle risorse naturali e degli spazi.
Ti è mai capitato di interpretare il ruolo di madre?
Ne' “Il povero Riccardo III” di Alfonso Bandduce (artista e amico stimato), in una versione drammaturgica contemporanea. Il mio personaggio si rivela nel momento in cui, a testa in giù, su una scalinata, imprecavo con Riccardo III, sanguinario, per lo sterminio della mia prole. Fino a quel momento il mio personaggio era una sorta di manichino, muto e agito; nel quale irrompe la voce che è urlo che dà corpo ad un dolore che svuota. La parola nasce dall’assenza ed emblematica è la battuta “perché nascono i rami ora se la radice è secca”.
Qual è l’ultimo spettacolo nel quale hai lavorato?
Tra gli ultimi lavori come “I visitatori” del quale sono stata autrice, regista e interprete insieme a Giulia Telli e Walter Romeo (che ha curato la realizzazione dei video - veri e propri cortometraggi - realizzato per il Magnifico Festival di Coccore: la storia di due donne nella cui vicenda intervengono altri personaggi e nella quale la fantascienza incontra la cronaca becera locale. Un esperimento ben riuscito di video teatro e teatro di parole, nel quale domina la mia ricerca di sintesi tra le arti. Con piacere ricordo anche lo spettacolo per il quale ho curato scene e costumi, “Lucido” dell'argentino Rafael Spregelburd, portato in scena dalla compagnia Costanzo/Rustioni: premio UBU 2011 come miglior novità straniera.
Il prossimo progetto o spettacolo in programma?
Al momento ho un sogno nel cassetto sul quale sto lavorando, “L’Ecclesiaste” con l’idea di realizzare uno spettacolo trasversale. Sento che sarà l’opera a guidarmi e a scegliere il genere nel quale si configurerà. Al momento non sono in grado di immaginarne l’esito.
Chi è Katiuscia Magliarisi?
Giornalista e artista, difficile da etichettare perché la sua idea di arte è convergenza e integrazione tra varie arti e manifestazioni artistiche. Oltre il dialogo e l’intreccio. Nasce a Milano. Studia cinema a Londra dove fa la storyboard artist. Ora vive e lavora tra Roma, Coccore (nelle Marche) e il quartiere Isola a Milano. Ha due anime, rispettivamente quella della giornalista e del professionista della comunicazione e della performer, operando trasversalmente tra scrittura, video e teatro. Fin dai tempi dell’università si esercita nell’innovazione dell’arte del comunicare partecipando ad un progetto pilota di comunicazione didattica on line. Appassionata, tra l’altro di fantascienza, che definisce “la decodificazione della deriva sociale, basti pensare all’idea dell’uomo in provetta”, in fondo un modo molto più realistico di raccontare la vita.

Nessun commento:

Posta un commento

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", 16 maggio 2012, libreria N'Importe Quoi, Roma

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", 16 maggio 2012, libreria N'Importe Quoi, Roma
Ilaria Guidantoni insieme all'attore teatrale Giuseppe Bisogno, che ha curato le letture, e al musicista Edoardo Inglese, autore di una selezione di brani musicali

"Tunisi, taxi di sola andata" a Milano, 19 aprile 2012

"Tunisi, taxi di sola andata" a Milano, 19 aprile 2012
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata a Milano", libreria Milano Libri. Insieme all'autrice, Ilaria Guidantoni, il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, e Laura Silvia Battaglia, inviata esteri di Avvenire. Letture a cura dell'attore Michele Mariniello

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", libreria N'Importe Quoi di Roma, 13 aprile 2012

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", libreria N'Importe Quoi di Roma, 13 aprile 2012
Ilaria Guidantoni ospite di RADIOLIVRES, con Vittorio Macioce, caporedattore de' Il Giornale, ed Edoardo Inglese,"musicante", in una serata di parole e musica

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso il Rotary Club di Marina di Massa, 29 marzo

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso il Rotary Club di Marina di Massa, 29 marzo
L'autrice tra Lorenzo Veroli, il Segretario del Club e Chiara Ercolino

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso la libreria Griot di Roma, 28 marzo 2012

Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso la libreria Griot di Roma, 28 marzo 2012

Presentazione "Tunisi, taxi di sola andata", Roma, Sala stampa Camera dei Deputati, 28 marzo 2012

Presentazione "Tunisi, taxi di sola andata", Roma, Sala stampa Camera dei Deputati, 28 marzo 2012
Insieme all'autrice, Ilaria Guidantoni, l'on. Elisabetta Zamparutti (Radicali Italiani) e il giornalista tunisino Salah Methnani, inviato di Rainews24

Giovedi 1° marzo 2012, alla Centrale Montemartini di Roma, dalle ore 18.30 presentazione di "365D"

Giovedi 1° marzo 2012, alla Centrale Montemartini di Roma, dalle ore 18.30 presentazione di "365D"
Marzia Messina, ideatrice del progetto e realizzatrice per "Prima che sia buio" della foto dell'autrice

Il fotografo di 365D Sham Hinchey

Il 29 agosto di 365D

Con Raffaella Fiorito, mia vicina di calendario

Presentazione di "Prima che sia Buio", Galleria d'arte Barbara Paci, Pietrasanta, 16 Luglio 2011

Presentazione di "Prima che sia Buio", Galleria d'arte Barbara Paci, Pietrasanta, 16 Luglio 2011

Metti una sera d'estate, prima che sia buio...

"Prima che sia buio" incontra l'arte alla Galleria Barbara Paci di Pietrasanta

Ilaria Guidantoni e Barbara Paci

La scrittrice con i genitori

La scrittrice tra Daniela Argentero e Barbara Paci

La scrittrice tra gli amici

Leggendo "I giorni del gelsomino" con il pittore Agostino Rocco

Leggendo "Colibrì"

L'autrice con Agostino Rocco

A Jorio, dedicato a Pistoia, alla Toscana e a una città d'arte

Tra Firenze e Pistoia

Con il pittore Agostino Rocco tra parole e immagini