Se le armi sono solo in scena...
Dall'Argentina al Mediterraneo, andata e ritorno
La culla della lotta per i diritti umani, per la democrazia in questi anni è il Mediterraneo, come in passato, negli Anni ’70 e ‘80 del Novecento è stata l’America Latina….Penso che ogni popolo in grado di superare l’egocentrismo, l’individualismo, l’indifferenza e la superficialità, propri di questi tempi debba essere sostenuto anche solo con un minimo di attenzione a distanza. Un’attenzione e un’osservazione che vada oltre il proprio Paese, il proprio “orto” e ci si porti anche a chiedere perché i media mettano un velo su situazioni vicine e lontano; contraddicendo quello che è il pluralismo dell’informazione.
Come regista teatrale, sono molto vicina alla questione dei diritti umani e come lente di ingrandimento ho scelto quello della dittatura argentina, che è solo una prospettiva possibile, la mia ottica narrativa, che è però metafora di altre realtà di contrapposizione tra diritti e violenza.
Giovedì 27 Ottobre alle ore 11.00 ci sarà una conferenza stampa sull’importanza dell’arte di essere veicolo dell’informazione e garanzia di memoria perché, purtroppo, l’oblio è uno dei mali in cui si incorre e che nega lotte, rivoluzioni, manifestazioni, movimenti nati come forma di lotta contro coloro che hanno cercato di negare i diritti primari della persona e di un popolo.
L’Argentina e il Cile, in passato; la Tunisia e l’Egitto, oggi e domani ci sarà sicuramente un altro Paese, non è escluso che possa essere il nostro, a dover scrivere una pagina di storia correlata alla lotta per la democrazia.
Laura Sales, Attrice e Regista teatrale
Il Chiasmo delle idee nasce come un piccolo laboratorio artigianale di pensiero con l'idea che la creatività è l'incontro di un viaggio interiore che attinge all'esterno.
mercoledì 19 ottobre 2011
lunedì 17 ottobre 2011
Indignez vous!
Bandita ogni forma di violenza
L'indignazione autentica non può utilizzare gli stessi strumenti del mondo che combatte, E' questo il senso di Indignez-vous! di Stéphane Hessel che sembra aver colto un fermento di rivolta che era nell'aria, anticipando con la sua prima edizione, nel dicembre del 2010, la Primavera araba, segnatamente quella tunisina, per quel senso di empatia che riesce a mettersi in contatto con l'io collettivo anche a grande distanza. La rivoluzione degli Anni Duemila nel segno della dignità è stata consacrata dalla Tunisia e riecheggiata dal movimento degli Indignatos che da Madrid si è esteso a macchia d'olio. L'invito è a continuare su questa strada verso il giardino dei gelsomini, innaffiandoli, senza cedere alla tentazione della rabbia che nella sua voracità sradica anche i fiori migliori. Speriamo che le elezioni di domenica prossima in Tunisia, seguano la linea del cuore.
L'indignazione autentica non può utilizzare gli stessi strumenti del mondo che combatte, E' questo il senso di Indignez-vous! di Stéphane Hessel che sembra aver colto un fermento di rivolta che era nell'aria, anticipando con la sua prima edizione, nel dicembre del 2010, la Primavera araba, segnatamente quella tunisina, per quel senso di empatia che riesce a mettersi in contatto con l'io collettivo anche a grande distanza. La rivoluzione degli Anni Duemila nel segno della dignità è stata consacrata dalla Tunisia e riecheggiata dal movimento degli Indignatos che da Madrid si è esteso a macchia d'olio. L'invito è a continuare su questa strada verso il giardino dei gelsomini, innaffiandoli, senza cedere alla tentazione della rabbia che nella sua voracità sradica anche i fiori migliori. Speriamo che le elezioni di domenica prossima in Tunisia, seguano la linea del cuore.
I dissidenti dei dissidenti
Marco Filippi, Capo Gruppo PD in Commissione Trasporti al Senato commenta sull'attualità politica dopo gli scontri a Roma
E’ un senso di amarezza frammisto a rabbia quello che provo dopo gli incidenti di ieri alla manifestazione di Roma organizzata dai così detti "indignati". Non so se occorre, ma premetto che non ero presente alla manifestazione, non ho mai avuto intenzione di andarci e non condividevo e non condivido alcuni dei principi a cui quella iniziativa si ispirava... a partire dal non voler pagare il debito che è stato prodotto dal nostro paese. Vengo da una cultura in cui i debiti non si rimettono ma piuttosto si fanno pagare a chi li ha prodotti! Detto ciò, non posso negare che guardavo all'evento con naturale attenzione e simpatia. Erano però anche noti a tutti i rischi che l'evento avrebbe potuto comportare ! Non ce lo possiamo negare... Mi è capitato di parlarne con molti amici o semplici conoscenti e ... il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti. Un "nervosismo" crescente con l'avvicinarsi dell'appuntamento... come del resto certificano i blogger più frequentati dagli attivisti e dai manifestanti. E anche le dichiarazioni a caldo rilasciate da alcuni leader e noti esponenti dei centri sociali, hanno poi parlato, senza infingimenti, di problemi presenti al proprio interno e di conti da regolare con le frange più radicali. E’ la sensazione di un'incapacità complessiva quella che provo, quella del nostro paese ad uscire, con pulizia e determinazione, dalla palude in cui si trova. Vale soprattutto per un Governo e una maggioranza, che come viene giustamente detto, sono sempre più strenuamente arroccati nel loro bunker , incuranti di una realtà che ormai non sono più capaci neppure di comprendere perché letteralmente sfuggita al loro controllo. La fiducia ottenuta dal Governo, nella votazione di venerdì alla Camera, è in questo senso solo la certificazione della fine, di una fase politica giunta tristemente al suo capolinea e probabilmente avvicina alla prossima primavera l'appuntamento elettorale... anche se personalmente non ne sono totalmente convinto. Ma vale anche per un’opposizione, innanzi tutto quella presente in Parlamento e nelle istituzioni, che non riesce a farsi interprete di un bisogno di radicale cambiamento e offrire al paese una concreta alternativa all'attuale stato di cose.
Ma da ieri, purtroppo vale, anche per chi pensava di rappresentare l'alternativa di domani, perché fuori dagli attuali giochi e per questo senza macchia, a diritto quindi "indignata" e conseguentemente legittimata a rappresentare l'insoddisfazione e il malcontento generale.
In questa domenica ci siamo invece svegliati, credo tutti, un po' più confusi e ancora un po' più poveri... anche di speranze! Poi è naturale che le cose cambieranno... anche perché così sono divenute veramente insostenibili per tutti! Molti esponenti dell'attuale ceto politico, fondato essenzialmente su premesse e condizioni balorde, non saranno confermati per accortezza delle forze politiche stesse o comunque per volontà degli elettori. Comunque sia, quello che abbiamo di fronte non è, né la primavera del nostro paese, anche per evidenti ragioni stagionali, ma neppure un autunno caldo, più propenso piuttosto a raffreddarsi in fretta o a crescere di temperatura....
Occorrerà alla buona politica e alle persone di buona volontà metterci tutto il loro impegno perché non venga smarrito il giusto anelito di cambiamento che la situazione impone.
La rabbia anche quella giusta, indotta da sacrifici iniqui imposti dall'azione scellerata di questo Governo, come implicitamente anche il Governatore e Prossimo Presidente della BCE Mario Draghi, con buona dose di coraggio tendeva a riconoscere e a comprenderne le ragioni, dovrà trasformarsi in un confronto democratico con tutte le forze politiche che si riconoscono nella necessità di una alternativa seria da dare a questo paese. Un’alternativa fondata su poche fondamentali priorità e su una più articolata azione programmatica di governo da definire insieme, nei prossimi mesi. Dopo verranno di conseguenza metodi di selezione delle leadership e delle candidature.
Per quanto mi riguarda le primarie, come dimostrano perfino gli affanni alla successione nel centrodestra, costituiscono per noi un processo irreversibile! Un'alternativa che veda nei valori della costituzione e nel ripristino di una cultura della legalità, nei principi di equità e pari opportunità per tutti e in una cultura dello sviluppo sostenibile, senza rinunciare alla coesione sociale e ad una seria e rigorosa politica industriale per il paese, i cardini di un progetto per un cambiamento possibile.
Occorrerà umiltà e spirito di servizio da parte di tutti, merce rara, purtroppo, nella politica del nostro paese. Se però scatterà questa molla il paese potrà salvarsi dal declino ormai evidente, se prevarranno invece egoismi e particolarismi per quanto nobili ma intransigenti, il rischio di una svolta autoritaria sarà sempre più probabile.
E’ un senso di amarezza frammisto a rabbia quello che provo dopo gli incidenti di ieri alla manifestazione di Roma organizzata dai così detti "indignati". Non so se occorre, ma premetto che non ero presente alla manifestazione, non ho mai avuto intenzione di andarci e non condividevo e non condivido alcuni dei principi a cui quella iniziativa si ispirava... a partire dal non voler pagare il debito che è stato prodotto dal nostro paese. Vengo da una cultura in cui i debiti non si rimettono ma piuttosto si fanno pagare a chi li ha prodotti! Detto ciò, non posso negare che guardavo all'evento con naturale attenzione e simpatia. Erano però anche noti a tutti i rischi che l'evento avrebbe potuto comportare ! Non ce lo possiamo negare... Mi è capitato di parlarne con molti amici o semplici conoscenti e ... il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti. Un "nervosismo" crescente con l'avvicinarsi dell'appuntamento... come del resto certificano i blogger più frequentati dagli attivisti e dai manifestanti. E anche le dichiarazioni a caldo rilasciate da alcuni leader e noti esponenti dei centri sociali, hanno poi parlato, senza infingimenti, di problemi presenti al proprio interno e di conti da regolare con le frange più radicali. E’ la sensazione di un'incapacità complessiva quella che provo, quella del nostro paese ad uscire, con pulizia e determinazione, dalla palude in cui si trova. Vale soprattutto per un Governo e una maggioranza, che come viene giustamente detto, sono sempre più strenuamente arroccati nel loro bunker , incuranti di una realtà che ormai non sono più capaci neppure di comprendere perché letteralmente sfuggita al loro controllo. La fiducia ottenuta dal Governo, nella votazione di venerdì alla Camera, è in questo senso solo la certificazione della fine, di una fase politica giunta tristemente al suo capolinea e probabilmente avvicina alla prossima primavera l'appuntamento elettorale... anche se personalmente non ne sono totalmente convinto. Ma vale anche per un’opposizione, innanzi tutto quella presente in Parlamento e nelle istituzioni, che non riesce a farsi interprete di un bisogno di radicale cambiamento e offrire al paese una concreta alternativa all'attuale stato di cose.
Ma da ieri, purtroppo vale, anche per chi pensava di rappresentare l'alternativa di domani, perché fuori dagli attuali giochi e per questo senza macchia, a diritto quindi "indignata" e conseguentemente legittimata a rappresentare l'insoddisfazione e il malcontento generale.
In questa domenica ci siamo invece svegliati, credo tutti, un po' più confusi e ancora un po' più poveri... anche di speranze! Poi è naturale che le cose cambieranno... anche perché così sono divenute veramente insostenibili per tutti! Molti esponenti dell'attuale ceto politico, fondato essenzialmente su premesse e condizioni balorde, non saranno confermati per accortezza delle forze politiche stesse o comunque per volontà degli elettori. Comunque sia, quello che abbiamo di fronte non è, né la primavera del nostro paese, anche per evidenti ragioni stagionali, ma neppure un autunno caldo, più propenso piuttosto a raffreddarsi in fretta o a crescere di temperatura....
Occorrerà alla buona politica e alle persone di buona volontà metterci tutto il loro impegno perché non venga smarrito il giusto anelito di cambiamento che la situazione impone.
La rabbia anche quella giusta, indotta da sacrifici iniqui imposti dall'azione scellerata di questo Governo, come implicitamente anche il Governatore e Prossimo Presidente della BCE Mario Draghi, con buona dose di coraggio tendeva a riconoscere e a comprenderne le ragioni, dovrà trasformarsi in un confronto democratico con tutte le forze politiche che si riconoscono nella necessità di una alternativa seria da dare a questo paese. Un’alternativa fondata su poche fondamentali priorità e su una più articolata azione programmatica di governo da definire insieme, nei prossimi mesi. Dopo verranno di conseguenza metodi di selezione delle leadership e delle candidature.
Per quanto mi riguarda le primarie, come dimostrano perfino gli affanni alla successione nel centrodestra, costituiscono per noi un processo irreversibile! Un'alternativa che veda nei valori della costituzione e nel ripristino di una cultura della legalità, nei principi di equità e pari opportunità per tutti e in una cultura dello sviluppo sostenibile, senza rinunciare alla coesione sociale e ad una seria e rigorosa politica industriale per il paese, i cardini di un progetto per un cambiamento possibile.
Occorrerà umiltà e spirito di servizio da parte di tutti, merce rara, purtroppo, nella politica del nostro paese. Se però scatterà questa molla il paese potrà salvarsi dal declino ormai evidente, se prevarranno invece egoismi e particolarismi per quanto nobili ma intransigenti, il rischio di una svolta autoritaria sarà sempre più probabile.
domenica 16 ottobre 2011
Il teatro arriva su www.saltinaria.it
Per chi desidera leggere le mie recensioni sugli spettacoli teatrali di Roma e Milano, può collegarsi al sito di Saltinaria, al seguente indirizzo: http://saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/12661-la-maria-zanella-piccolo-eliseo-patroni-griffi-roma-recensione-spettacolo.html .
Questo blog per ora resterà uno spazio di discussione e di recensione di libri.
"La Maria Zanella" di Sergio Pierattini, con la regia di Maurizio Panici, è all'Eliseo con Maria Paiato. Un monologo struggente, sussurrato in dialetto con grande garbo e una mimica cruda ma delicata ad un tempo. E' il racconto delle angosce di una donna, con deficit mentale ma una grande sensibilità, che è costretta dalla sorella a vendere la casa paterna, dove vive sola, per arrendersi al proprio destino: tornare in un istituto.
Questo blog per ora resterà uno spazio di discussione e di recensione di libri.
"La Maria Zanella" di Sergio Pierattini, con la regia di Maurizio Panici, è all'Eliseo con Maria Paiato. Un monologo struggente, sussurrato in dialetto con grande garbo e una mimica cruda ma delicata ad un tempo. E' il racconto delle angosce di una donna, con deficit mentale ma una grande sensibilità, che è costretta dalla sorella a vendere la casa paterna, dove vive sola, per arrendersi al proprio destino: tornare in un istituto.
Tunisi chiede soccorso a Parigi, in vista delle elezioni
La Tv pubblica tunisina chiede aiuto alla Francia
Finita la censura resiste l'autocensura. Urgente, riorganizzare!
"Le Monde" di oggi, domenica 16 ottobre, a una settimana dalle elezioni evidenzia la necessità di riorganizzare e con urgenza la tv pubblica perché, se è vero che dopo il 14 Gennaio scorso, la censura è caduta, è altrettanto vero che l'autocensura resiste. Per ventitré anni le due tv pubbliche erano lo specchio dell'ordine, come tutta la stampa tunisina, con la maggior parte delle redazioni nominate direttamente dal potere che dettavano le loro leggi ai giornalisti che si contentavano di leggere i comunicati pro Ben Ali. Oggi, dopo quasi una generazione di silenzio, le parole hanno difficoltà a liberarsi dalle catene e molti colleghi trovano bizzarro potersi esprimere liberamente. “Ci vuole un lungo apprendistato per ritrovare i riflessi pronti di un buon giornalista” ha dichiarato Moufida Hachani, redattrice capo del giornale in arabo, eletta dalla redazione. In vista delle elezioni la testata cerca di dar spazio a tutte le voci ma non è facile con oltre 10mila candidati e oltre 100 partiti per appena 217 seggi. Totalmente disorganizzata la tv pubblica ha chiesto aiuto alla Francia consapevole della necessità di una ‘grande psicoterapia collettiva’ perché l’autocensura appunto resiste. Il Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA) contribuisce sotto forme di consigli all’elaborazione di un nuovo organismo di re lamentazione dell’audiovisivo tunisino.
Finita la censura resiste l'autocensura. Urgente, riorganizzare!
"Le Monde" di oggi, domenica 16 ottobre, a una settimana dalle elezioni evidenzia la necessità di riorganizzare e con urgenza la tv pubblica perché, se è vero che dopo il 14 Gennaio scorso, la censura è caduta, è altrettanto vero che l'autocensura resiste. Per ventitré anni le due tv pubbliche erano lo specchio dell'ordine, come tutta la stampa tunisina, con la maggior parte delle redazioni nominate direttamente dal potere che dettavano le loro leggi ai giornalisti che si contentavano di leggere i comunicati pro Ben Ali. Oggi, dopo quasi una generazione di silenzio, le parole hanno difficoltà a liberarsi dalle catene e molti colleghi trovano bizzarro potersi esprimere liberamente. “Ci vuole un lungo apprendistato per ritrovare i riflessi pronti di un buon giornalista” ha dichiarato Moufida Hachani, redattrice capo del giornale in arabo, eletta dalla redazione. In vista delle elezioni la testata cerca di dar spazio a tutte le voci ma non è facile con oltre 10mila candidati e oltre 100 partiti per appena 217 seggi. Totalmente disorganizzata la tv pubblica ha chiesto aiuto alla Francia consapevole della necessità di una ‘grande psicoterapia collettiva’ perché l’autocensura appunto resiste. Il Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA) contribuisce sotto forme di consigli all’elaborazione di un nuovo organismo di re lamentazione dell’audiovisivo tunisino.
giovedì 13 ottobre 2011
ANOILAPAROLA.IT, STORIE DI DONNE NELLA STORIA DELLA LOTTA ARMATA

eventi
13 ottobre 2011 at 12:18 |
GLI “ANNI DI PIOMBO” IN ITALIA: 1969-1980
Daniela Bini racconta
17 novembre 2011, ore 21
presso Associazione “Antonio Banfi”
Piazzale Marconi, 7 Vimercate (MB)
Daniela Bini, professoressa di lettere in un liceo scientifico e studiosa della lotta armata al femminile, torna a proporre il tema, già ospitato in queste pagine. Il percorso che sarà proposto partirà dalla riflessione sul fenomeno terroristico femminile italiano negli Anni Settanta, dando spazio alle voci di donne che militarono in gruppi armati. Si tratta perlopiù di donne che entrarono in associazioni terroristiche di estrema sinistra (Brigate Rosse, Prima Linea), perché nell’estrema destra si ha notizia di un’unica donna cui furono affidati compiti dirigenziali: si tratta di Francesca Mambro, ex militante dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), accusata anche della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Si parlerà di lei, si leggeranno passi da lei scritti, e si parlerà di alcune ex brigatiste rosse, che hanno a loro volta lasciato testimonianze scritte delle loro scelte estreme. Si leggeranno brevi passi di libri scritti da Barbara Balzerani (l’unica donna che prese parte al sequestro Moro), da Anna Laura Braghetti (che prese in affitto l’appartamento di Via Montalcini a Roma dove fu tenuto prigioniero Aldo Moro), Adriana Faranda (compagna del brigatista Valerio Morucci e come lui contraria all’uccisione dell’onorevole Moro) e si parlerà di Margherita Cagol, che nel 1970 fu, insieme a Renato Curcio e Alberto Franceschini, fondatrice delle Br. Verranno proposte riflessioni sulle motivazioni che spinsero queste donne a scegliere la strada della lotta armata e sulle parole che esse, a distanza di tanti anni da quel periodo caldo della nostra storia, hanno scritto – fatta eccezione per Margherita Cagol, morta nel 1975 – su se stesse e sui loro rapporti con il carcere, sull’isolamento forzato nelle prigioni di massima sicurezza, sul ricorrente e ossessivo pensiero delle morti di cui furono responsabili, sul bilancio delle loro vite.
L’obiettivo del lavoro non è solo quello di ripercorrere un periodo scomodo del nostro passato attraverso la meno considerata e trattata ottica femminile, ma anche quello di contribuire a leggere gli anni cosiddetti “di piombo” in modo diverso rispetto a quanto è stato fatto spesso finora, cercando di chiarire e comprendere le motivazioni di uomini, e soprattutto donne, che hanno imboccato la strada del terrorismo spinti da ragioni che necessitano oggi di essere ancora ben delineate e comprese. Solo attraverso tale comprensione, infatti, che non deve né può diventare giustificazione, è possibile giungere a una visione meno pregiudiziale e più obiettiva degli anni Settanta, senza la quale è impossibile capire a pieno anche il nostro presente. Le testimonianze delle donne ex terroriste, che nella maggior parte dei libri di storia non vengono neppure citate, devono quindi essere strumento non esclusivo ma aggiuntivo a quanto già scritto e già detto sul fenomeno del terrorismo rosso e nero e devono fornire un ulteriore ausilio per pervenire a una valutazione che sia il più possibile oggettiva e coerente degli “anni di piombo” in Italia. Esse ci permetteranno inoltre di ipotizzare le ragioni che spinsero le donne a militare preferibilmente in gruppi di estrema sinistra piuttosto che di estrema destra e ci forniranno interessanti e inedite chiavi di lettura della personalità e della psicologia femminili.
AFRICANEWS.it
Tunisia: forum discussione su elezioni 23-ott-2011
13.ottobre.2011 • Posted in politica
Un forum di discussione sulle elezioni tunisine del 23 Ottobre 2011
di
Ilaria Guidantoni
su www.ilchiasmodelleidee.blogspot.com
Il popolo tunisino è chiamato alle urne per la prima volta per un voto libero. Per molti di loro sarà la prima volta…
Aspettando le vostre parole
Lo spazio di discussione è dedicato alle prossime elezioni tunisine che si terranno domenica 23 Ottobre. E’ un momento delicato quanto essenziale per la Tunisia, come per tutto l’assetto del Mediterraneo dove l’Italia, se non riuscirà a giocare un ruolo da protagonista, rischia di diventare una delle vittime eccellenti.
Il dibattito è aperto a tutti coloro i quali vogliano esprimere un augurio, un commento, un parere critico, una denuncia; oppure chiedere o dare informazioni o prendersi uno spazio in veste letteraria per dar forma ad un pensiero sul tema dell’autunno tunisino…il cammino su un filo sottile sospeso tra la vendemmia dei frutti della primavera araba, destinati a diventare una conserva preziosa per l’inverno, prima che faccia freddo, prima che sia buio; e il rischio di un uragano che spazzi via la speranza e calpesti di nuovo la dignità vestita di una libertà ancora acerba. L’idea nasce dalla convinzione della necessità di una comunicazione onesta intellettualmente e realmente curiosa, non pettegola, su temi che occupano ancora soltanto gli addetti ai lavori o pochi innamorati ribelli.
Ilaria Guidantoni, Scrittrice e giornalista politico economico, è Consulente per le relazioni istituzionali nel settore dello sviluppo del territorio. Nata a Firenze, si è laureata a Milano in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Vive e lavora a Roma. Già autrice del saggio Vite sicure (Edizioni della Sera, Aprile 2010), della raccolta di poesie e racconti Prima che sia Buio (Colosseo Grafica Editoriale, Novembre 2010) e dell’Istant book I giorni del gelsomino (P&I Image, 21 Gennaio 2011).
13.ottobre.2011 • Posted in politica
Un forum di discussione sulle elezioni tunisine del 23 Ottobre 2011
di
Ilaria Guidantoni
su www.ilchiasmodelleidee.blogspot.com
Il popolo tunisino è chiamato alle urne per la prima volta per un voto libero. Per molti di loro sarà la prima volta…
Aspettando le vostre parole
Lo spazio di discussione è dedicato alle prossime elezioni tunisine che si terranno domenica 23 Ottobre. E’ un momento delicato quanto essenziale per la Tunisia, come per tutto l’assetto del Mediterraneo dove l’Italia, se non riuscirà a giocare un ruolo da protagonista, rischia di diventare una delle vittime eccellenti.
Il dibattito è aperto a tutti coloro i quali vogliano esprimere un augurio, un commento, un parere critico, una denuncia; oppure chiedere o dare informazioni o prendersi uno spazio in veste letteraria per dar forma ad un pensiero sul tema dell’autunno tunisino…il cammino su un filo sottile sospeso tra la vendemmia dei frutti della primavera araba, destinati a diventare una conserva preziosa per l’inverno, prima che faccia freddo, prima che sia buio; e il rischio di un uragano che spazzi via la speranza e calpesti di nuovo la dignità vestita di una libertà ancora acerba. L’idea nasce dalla convinzione della necessità di una comunicazione onesta intellettualmente e realmente curiosa, non pettegola, su temi che occupano ancora soltanto gli addetti ai lavori o pochi innamorati ribelli.
Ilaria Guidantoni, Scrittrice e giornalista politico economico, è Consulente per le relazioni istituzionali nel settore dello sviluppo del territorio. Nata a Firenze, si è laureata a Milano in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Vive e lavora a Roma. Già autrice del saggio Vite sicure (Edizioni della Sera, Aprile 2010), della raccolta di poesie e racconti Prima che sia Buio (Colosseo Grafica Editoriale, Novembre 2010) e dell’Istant book I giorni del gelsomino (P&I Image, 21 Gennaio 2011).
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Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", 16 maggio 2012, libreria N'Importe Quoi, Roma
Ilaria Guidantoni insieme all'attore teatrale Giuseppe Bisogno, che ha curato le letture, e al musicista Edoardo Inglese, autore di una selezione di brani musicali
"Tunisi, taxi di sola andata" a Milano, 19 aprile 2012
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata a Milano", libreria Milano Libri. Insieme all'autrice, Ilaria Guidantoni, il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, e Laura Silvia Battaglia, inviata esteri di Avvenire. Letture a cura dell'attore Michele Mariniello
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata", libreria N'Importe Quoi di Roma, 13 aprile 2012
Ilaria Guidantoni ospite di RADIOLIVRES, con Vittorio Macioce, caporedattore de' Il Giornale, ed Edoardo Inglese,"musicante", in una serata di parole e musica
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso il Rotary Club di Marina di Massa, 29 marzo
L'autrice tra Lorenzo Veroli, il Segretario del Club e Chiara Ercolino
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" presso la libreria Griot di Roma, 28 marzo 2012
Presentazione "Tunisi, taxi di sola andata", Roma, Sala stampa Camera dei Deputati, 28 marzo 2012
Insieme all'autrice, Ilaria Guidantoni, l'on. Elisabetta Zamparutti (Radicali Italiani) e il giornalista tunisino Salah Methnani, inviato di Rainews24
Giovedi 1° marzo 2012, alla Centrale Montemartini di Roma, dalle ore 18.30 presentazione di "365D"
Marzia Messina, ideatrice del progetto e realizzatrice per "Prima che sia buio" della foto dell'autrice
Il fotografo di 365D Sham Hinchey
Il 29 agosto di 365D
Con Raffaella Fiorito, mia vicina di calendario
Presentazione di "Prima che sia Buio", Galleria d'arte Barbara Paci, Pietrasanta, 16 Luglio 2011
Metti una sera d'estate, prima che sia buio...
"Prima che sia buio" incontra l'arte alla Galleria Barbara Paci di Pietrasanta
Ilaria Guidantoni e Barbara Paci
La scrittrice con i genitori
La scrittrice tra Daniela Argentero e Barbara Paci
La scrittrice tra gli amici
Leggendo "I giorni del gelsomino" con il pittore Agostino Rocco
Leggendo "Colibrì"
L'autrice con Agostino Rocco
A Jorio, dedicato a Pistoia, alla Toscana e a una città d'arte
Tra Firenze e Pistoia
Con il pittore Agostino Rocco tra parole e immagini